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L’Aquila 29 settembre 2014                                                                      

Alle/agli alunne/i
Alle/ai docenti
Al personale ATA
Alle famiglie
Dell’IIS “L. da Vinci – O. Colecchi”

Oggetto: COMUNICAZIONE

In qualità di Dirigente e di Rappresentante legale di questa Istituzione scolastica – in accordo con altre/ dirigenti di altre istituzioni scolastiche - ritengo doveroso esprimere ufficialmente il mio pensiero riguardo alla forma di protesta posta in essere, sia nella sede del Da Vinci che in quella del Colecchi, dalle ore 8:10 del giorno 29 settembre 2014.

E' anzitutto da rilevare come l'"occupazione" di una Scuola, oltre ad essere divenuta un'azione priva di ogni significato e del tutto inefficace, non stupisca e neppure attragga più oramai l'attenzione di nessuno, in quanto si configura, agli occhi di tutti e tutte, come una mera riproposta di un copione noioso, stantio e stereotipato.

Spesso essa nuoce quasi esclusivamente all'interno, turbando l'armonia tra le componenti della comunità scolastica e determinando una situazione anomala, che impedisce, di fatto e al di là delle modalità di attuazione, il regolare svolgimento delle attività didattiche e l'erogazione del servizio.

Ciò comporta la lesione dei diritti/doveri di tutte/i le/i docenti e degli studenti che, esplicitamente o implicitamente, non condividono il ricorso a tale forma di protesta, la quale si concretizza nella perdita di giorni di lezione, con grave danno sia per l'erario sia, soprattutto, per gli alunni scolasticamente più deboli.

La turbativa non risparmia, ovviamente, neppure il personale ATA; si sottolinea, al riguardo, l'aggravio di lavoro ed il notevole disagio arrecato, in particolar modo, ai collaboratori scolastici.

E' del resto davvero inconcepibile ed inammissibile che prima si "occupi" una Scuola, interrompendo e/o arrecando comunque grave nocumento all'attività didattica ordinaria e, come già detto, con rilevante danno erariale e poi, qualche settimana dopo, si organizzino, peraltro tra mille difficoltà e con massiccio utilizzo di risorse umane e finanziarie, sportelli didattici per prevenire l'insuccesso scolastico e corsi di recupero destinati a chi consegue un profitto insufficiente.

Nessuno/a intende, ovviamente, negare alle studentesse e agli studenti il diritto protestare, di manifestare dissenso, di affrontare, di approfondire e di confrontarsi criticamente su qualsiasi tematica possa contribuire alla loro crescita culturale, civica ed umana, soprattutto in relazione a questioni che direttamente le/li riguardino e le/li coinvolgano, ma esse/i non possono pretendere di farlo attraverso modalità incontrovertibilmente improduttive ed inefficaci come quella nella fattispecie.

Peraltro, tutte le docenti e tutti i docenti non si sono certo dichiarate/i refrattari/e al dialogo e a valutare la possibilità di prevedere, di concerto con gli studenti e  le studentesse, spazi e tempi da destinare, eventualmente, a forme di "didattica alternativa" o, comunque, a qualcosa di più serio e costruttivo, ma al riguardo nessuna richiesta è pervenuta da parte dei discenti.

Alla luce di ciò, rinnovo fermamente l'invito ai promotori dell'iniziativa a porvi fine senza ulteriore indugio ed a cooperare con questa Dirigenza al fine di ricondurre la situazione nell'alveo della legalità.

Certa della consueta collaborazione delle/dei docenti, mi appello alla ragionevolezza delle/degli "occupanti" ed al prezioso apporto delle famiglie che, se condividono il mio pensiero, esorto ad un serio intervento di dissuasione nei confronti dei loro figli e delle loro figlie, soprattutto se minorenni.

Al riguardo, preme sottolineare che l'adesione di minori alla forma di protesta in parola (e ciò a prescindere dalle modalità di acquisizione di essa) non può avere alcun valore in mancanza di una specifica autorizzazione o di un consenso scritto dei rispettivi genitori. Si richiama l'attenzione di questi ultimi sul fatto che, in situazioni anomale, com'è appunto un'eventuale occupazione, la responsabilità dei docenti, in ordine alla vigilanza, è per forza di cose affievolita e lo stesso dicasi per i collaboratori scolastici, che sono responsabili limitatamente alle loro postazioni di servizio ordinarie.

Ciò non significa che, per quanto possibile, non ci si adoperi per assicurare sorveglianza.

Si declina comunque, come formalmente rappresentato alle Autorità competenti, qualsiasi responsabilità, in relazione alla presenza ed al comportamento delle studentesse e degli studenti occupanti negli edifici scolastici e loro pertinenze, al di fuori dell'orario delle lezioni e, ovviamente, durante la notte.

Naturalmente, nel caso in cui, a conclusione dell' "occupazione", si dovessero riscontrare danni di qualsiasi tipo e/o mancanza di beni mobili, saranno subito attivate tutte le procedure necessarie per ottenere il relativo e tempestivo risarcimento da parte dei promotori della stessa e/o di coloro che si sono assunti responsabilità al riguardo.

Resta soprattutto inteso che, se l'occupazione in questione dovesse impedire la fruizione del diritto allo studio anche di un solo studente, la situazione, integrando la fattispecie di interruzione di pubblico servizio, sarà immediatamente rappresentata come tale agli Organi competenti ai quali sarà richiesto il dovuto intervento per il ripristino della legalità e fornito l’elenco nominativo delle/degli occupanti.

La scrivente si riserva di richiedere comunque tale intervento alla luce di quella che sarà, di fatto, la situazione che verrà a configurarsi.

                                                        La Dirigente Scolastica

                                                  (Prof.ssa  Serenella Ottaviano)

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