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COMUNICAZIONE ALLE COORDINATRICI E AI COORDINATORI

MONITORAGGIO SCHEDA DI CONDUZIONE DEL C.d.C. – CHIARIMENTI SU PROFILI BES

Relativamente al Quadro “A” della Scheda di Conduzione del C.d.C. (Presentazione della classe e Situazione d’Ingresso) la criticità è riscontrabile nella carenza di informazioni, a inizio anno scolastico, su situazione economica e problematiche familiari per meglio favorire l’individuazione di alunni con profilo BES.

Su un campione di 21 Coordinatrici/Coordinatori il Quadro “A” è risultato:

* macchinoso per 2

* esauriente per 17

* incompleto per 2

Per quanto concerne il Quadro “B” (Azione Formativa), relativamente alla individuazione e definizione delle Unità di Apprendimento, si rilevano difficoltà maggiori nel reperimento della documentazione prodotta in sede di Riunione per Dipartimenti.

Da non sottovalutare l’assenza di proposte, in sede di C.d.C., da parte dei docenti appartenenti ai diversi Assi culturali e professionali.

Specifiche difficoltà, nella fase di espletamento delle Unità di Apprendimento, si riscontrano, invece, nella sovrapposizione agli impegni curricolari.

Rilevanti anche le difficoltà riscontrate nel lavoro collegiale, riconducibili a scarsa collaborazione, mancanza di volontà e problematicità di coordinamento.

Il Quadro “B” è risultato:

* macchinoso per 1 Coordinatrice/Coordinatore su 21

* esauriente per 20.

Le risposte e i suggerimenti del Monitoraggio (Quadro “B”) denunciano, implicitamente, i punti di debolezza dell’attività didattica d’Istituto riscontrabili principalmente nella incapacità di programmare collegialmente gli interventi (Unità di Apprendimento, percorsi pluridisciplinari, interazione disciplinare): criticità che pregiudica e preclude qualsiasi tentativo di approccio alla didattica laboratoriale e alle strategie che richiedono una riduzione del modo tradizionale di fare scuola.

I suggerimenti che emergono dal Monitoraggio del Quadro “A” evidenziano, invece, la necessità di fornire ulteriori chiarimenti sulla definizione di Profilo BES. A tale proposito si sottopone all’attenzione delle Coordinatrici e dei Coordinatori il seguente documento, elaborato allo scopo di favorire la discussione e l’operatività all’interno dei singoli Consigli di Classe:

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PROFILI BES

LUOGHI COMUNI E PREGIUDIZI:

I BES non esistono / sono tutti BES / Senza certificazione non si possono prendere iniziative / occorre avere informazioni su eventuali disagi ad inizio anno scolastico

NON ESISTE UNA DIAGNOSI BES

I BES NON SI CERTIFICANO

IL C.d.C. non certifica ma INDIVIDUA il Profilo BES

Il C.d.C.

-              RILEVA LE PROBLEMATICHE ATTRAVERSO SEGNALAZIONI E STRUMENTI CONDIVISI (Griglie di Osservazione)

-              VALUTA L’ESISTENZA DI NECESSITA’ EDUCATIVA NON CONSEGUIBILE CON LE TRADIZIONALI METODOLOGIE

-              ELABORA UN INTERVENTO PERSONALIZZATO (PDP)

-              CONDIVIDE CON LE FAMIGLIE LE STRATEGIE DI INTERVENTO

I PROFILI BES RIENTRANO IN 3 SOTTOCATEGORIE:

1)            DISABILITA’

2)            DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI

3)            SVANTAGGI SOCIO-ECONOMICI, LINGUISTICI, CULTURALI

1)            DISABILITA’: nei confronti di alunni con certificazione di disabilità si elabora un PEI

2)            DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI: se gli alunni sono in possesso di certificazione (DSA) si elabora un PDP

3)            SVANTAGGI SOCIO-ECONOMICI, LINGUISTICI, CULTURALI: tali profili BES devono essere “individuati” sulla base di elementi oggettivi (segnalazione degli operatori dei Servizi Sociali)

                                                              Oppure

sulla base di ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche (Osservazioni sistematiche del C.d.C.):
la scuola adotta percorsi personalizzati (strumenti compensativi e dispensativi) e “sceglie” se elaborare o meno un PDP (Piano Didattico Personalizzato)

A differenza dei disturbi certificati, le misure dispensative e compensative adottate nei confronti dei Profili BES della Sottocategoria Svantaggi devono avere carattere “transitorio” e non “definitivo”

Le strategie didattiche e metodologiche nei confronti di alunni con Profilo BES richiedono di:

-              RIDURRE AL MINIMO I MODI TRADIZIONALI DI FARE SCUOLA (spiegazione / studio / interrogazione)

-              SFRUTTARE I PUNTI DI FORZA DELL’ALUNNO

-              UTILIZZARE MEDIATORI DIDATTICI (mappe / schemi / immagini)

-              ATTIVARE LA DIDATTICA LABORATORIALE

-              MOTIVARE AD APPRENDERE ANCHE FACENDO RICORSO A LINGUAGGI DELLA CULTURA GIOVANILE

Con l’espressione BISOGNI si sposta la prospettiva dell’insegnante da una posizione statica/esterna (constatare le difficoltà dell’alunno) ad una posizione dinamica/coinvolta (rispondere alle necessità dell’alunno)

Una DIDATTICA PERSONALIZZATA calibra l’offerta formativa sulla specificità dei bisogni educativi che caratterizzano gli alunni e si differenzia, pertanto, dalla DIDATTICA INDIVIDUALIZZATA che consiste nelle attività di recupero individuale che può svolgere l’alunno per potenziare determinate abilità.

IN PRESENZA DI PROFILI BES E’ IMPORTANTE CAMBIARE IL MODO DI INSEGNARE E VALUTARE

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Si porta a conoscenza che si sta procedendo ad una parziale revisione del Quadro “A” della Scheda di Conduzione del C.d.C. al fine di elaborare una più puntuale scansione che consenta di “individuare” e “collocare” i Profili BES in Tabelle che distinguono alunni con certificazione di Disabilità, certificazione DSA, segnalazioni Servizi Sociali, Osservazioni sistematiche operate dal C.d.C.

Si sta contestualmente elaborando una Griglia di Osservazione per l’individuazione di Profili Bes e si sta cercando di formulare un elenco di strategie didattiche e metodologiche da adottare nei confronti degli stessi alunni.

Revisione del Quadro “A”, Griglia di Osservazione ed Elenco delle Strategie saranno divulgate e sottoposte all’attenzione dei docenti per eventuali suggerimenti e modifiche.

Docente Funzione Strumentale

Prof. Vincenzo Di Cato 

L’Aquila, Novembre 2014

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