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L’Aquila 11 aprile  2015 
 
Alle/Ai docenti
Oggetto: Valore educativo delle sanzioni disciplinari

Al fine di non vanificare l’intervento educativo delle sanzioni scolastiche, si ricorda alle docenti e ai docenti quanto segue.

La scuola è una comunità fondata sul dialogo, sulla ricerca, sull’esperienza sociale e ha come obiettivo la crescita della persona.

Nell’azione formativa e educativa non si può prescindere da quanto riportato dallo Statuto delle Studentesse e degli Studenti (D.P.R. n. 249/1998 e D.P.R. n.235/2007), strumento fondamentale per l’affermazione di una cultura dei diritti e dei doveri. Ad esso si affiancano, inoltre, il Patto educativo di corresponsabilità, che richiama ruoli e responsabilità di ciascuna componente scolastica (Dirigente, docenti, alunne/i e famiglie) e il Regolamento d’Istituto.

L’art. 4 dello Statuto ribadisce la finalità educativa della scuola anche attraverso i provvedimenti disciplinari. Le sanzioni disciplinari, infatti, tendono a far maturare e a rafforzare il senso di responsabilità nelle alunne e negli alunni e a ripristinare un corretto rapporto tra i membri della comunità scolastica. Esse, pertanto, non hanno alcun fine punitivo.

Da tener presente, prima di procedere a un’annotazione sul registro o a una sospensione, è il principio costituzionale del diritto al contraddittorio: dopo una raccolta delle evidenze a suo carico, bisogna poter dimostrare di aver messo l’alunna/o destinataria/o del provvedimento in condizione di difendersi. Al comma 3 dell’art. 4 dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti leggiamo infatti: “La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni”.

Altro principio da considerare, inoltre, è quello del diritto alla difesa. Ogni sanzione che comporti l’allontanamento della studente dalla scuola può essere irrogata solo previa verifica, da parte dell’istituzione, della sussistenza di elementi concreti, precisi e concordanti dai quali si evinca la responsabilità disciplinare dello studente (art. 4 , c. 9 ter).

In alternativa alle sanzioni di sospensione è possibile concordare lo svolgimento di una attività a favore della comunità scolastica. Tale attività, le cui finalità devono essere esclusivamente di tipo rieducativo, è proposta dalla Dirigente Scolastica, sentito il parere del Consiglio di classe.

L’attività alternativa, previa accettazione della studentessa o dello studente se maggiorenne o della studentessa o dello studente e dei genitori per i minorenni, deve essere comunque concordata con la Dirigente Scolastica.

Ribadendo che compito preminente della scuola è educare e formare, non punire, e che a questo principio deve essere improntata qualsiasi azione disciplinare, sarà utile osservare che il problema della disciplina a scuola non si risolve ricorrendo a interventi autoritari, ma facendo in modo che essa sia il risultato di un determinato percorso educativo che vede direttamente coinvolte/i discenti e docenti.

Sappiamo tutte e tutti che, per mantenere la disciplina in classe non è, infatti, necessario che le studentesse e gli studenti abbiano paura dell'autorità, ma che trovino piacere per ciò che viene loro insegnato e siano effettivamente coinvolte e coinvolti nelle attività scolastiche.

E’ fondamentale, pertanto, continuare a impegnarsi per creare un clima scolastico positivo fondato sul rispetto interpersonale mantenendo, contemporaneamente, un atteggiamento fermo nei confronti dell’osservanza  delle regole, ma disponibile al dialogo e all’ascolto.

                                                  La Dirigente Scolastica

                                             (Prof.ssa  Serenella Ottaviano)    

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